Il display HDMI CrowVision 11.6″

Elecrow, azienda di Shenzen che produce kit di elettronica e pcb per Makers, ha raggiunto il goal per il crowdfunding del suo nuovo display touchscreen da 11.6″ (la campagna terminerà il 14 Dicembre) e mi ha inviato, qualche settimana fa, un esemplare per fare dei test. Ho provato il display su alcuni SBC che avevo (scopo primario per il quale questo display è stato realizzato) ma anche su altri dispositivi, così questa non vuole essere soltanto una semplice recensione su un prodotto ma si apre anche verso altre tematiche e fornisce alcuni spunti interessanti.

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Il display CrowVision 11.6″, oggetto di questo articolo, mi è stato gentilmente offerto da Elecrow a scopo di valutazione. Le opinioni qui riportate sono del tutto personali e non influenzate in alcun modo dal fornitore del prodotto.

Elecrow Logo

Cosa è il CrowVision

Stiamo parlando di un monitor con ingresso HDMI, dotato di touchscreen, avente dimensioni generose, realizzato per Makers e comunque appassionati di fai-da-te. Si tratta del tipo di display che un maker compra per realizzare un laptop fai-da-te o uno di quegli stilosissimi cyberdeck (prima o poi me ne costruirò uno anch’io!) o da incassare a muro per controllare i dispositivi domotici sparsi in casa, per farci una stazione meteo, vedere le telecamere di sorveglianza o quant’altro. Il CrowVision è quindi un display “nudo”, che non ha un guscio esterno, proprio perchè è pensato per il modo dei makers. Nella parte posteriore sono presenti 3 distanziali semoventi che possono essere posizionati per fissare l’SBC che preferiamo: questa cosa per me è una novità ed è una pensata davvero geniale.

I 3 distanziali sono liberi di scorrere nei binari e si possono quindi posizionare per accogliere vari tipi di schede.

Prima di parlare un po’ delle prove che ho fatto, vi illustro le specifiche in modo che possiate tenere tutto a portata di mano per le considerazioni che farò dopo.

Specifiche

  • Diagonale schermo: 11.6 pollici
  • Dimensioni esterne: 291 x 184 mm
  • Dimensioni area visibile: 256 x 144mm
  • Risoluzione display: 1366 x 768
  • Peso: 590g
  • Tipo schermo: IPS
  • Tipo touch screen: capacitivo a 5 punti
  • Alimentazione: 12V
  • Progetto Open Source (OSHWA & CERN-OHL-S-2.0)
  • Porte disponibili:
    • HDMI mini (C) – Ingresso video
    • USB micro-B – Uscita Touch screen (emulazione mouse)
    • USB tipo A femmina – Uscita 5V (max 3A) per alimentazione disposivi esterni
    • Jack femmina 3.5mm TRS – Uscita audio analogico per cuffie / amplificatore esterno (estratto da HDMI)
    • Connettore 4 pin passo 1.25mm (compatibile Molex Picoblade) – Uscita audio amplificata 3W per altoparlanti
    • Connettore 8 pin passo 1.25mm (compatibile Molex Picoblade) – Estensione pulsanti menù (board inclusa)
Dettaglio della scheda controller. 1=connettore micro-USB utilizzato per l’uscita touchscreen. 2=ingresso video su HDMI mini (C). 3=Uscita 5V 3A per alimentare i dispositivi collegati

Accessori inclusi

  • Adattatore 12V 2A (lunghezza cavo  ~118 cm)
  • Cavo HDMI mini  / HDMI standard (~43 cm)
  • Cavo HDMI mini / HDMI micro (~42 cm)
  • Cavo USB micro / USB A (~42 cm)
  • Cavo USB C / USB A (~46 cm)
  • Board estensione pulsanti + flat cable (~20 cm)
  • 2 fascette velcro
  • Cacciavite a croce

La versione finale del display conterrà anche due supporti in materiale acrilico che non erano presenti nel mio campione. Elecrow ha reso disponibile il disegno dello stand nel repository Github così come anche un guscio chiuso, completo, il quale però richiede una stampante con un piatto più grande del normale e che abbia anche una certa precisione dal momento che ci sono numerose superfici curve e ricche di dettagli che lo rendono un oggetto abbastanza difficile da realizzare con la stampa 3D ma che può essere sicuramente utile per spunto e riferimenti. Non avendo ricevuto gli stand acrilici, ho disegnato e stampato delle mie staffe che vanno invece avvitate al display. Tutto questo materiale l’ho reso disponibile nella sezione Downloads alla fine dell’articolo.

In aggiunta, il display ha il bordo con del nastro biadesivo della 3M, che risulta utile per fissare il display su una superficie piana per il montaggio a incasso.

Considerazioni

Riguardo alla risoluzione, 1366×768 (spesso riportata come FWXGAFull Wide XGA, o a volte, semplicemente come WXGA) ha un rapporto di aspetto molto vicino a 16:9 (è, in realtà, in maniera quasi impercettibile, più largo: per avere un aspect ratio preciso di 16:9 la larghezza in pixel anzichè 1366 dovrebbe essere 1365+⅓). Questa risoluzione è abbastanza comune sui laptop da 15.6″ e su alcuni tablet, quindi è una risoluzione ottima per un dispositivo da 11.6 pollici.

Il tipo di schermo è IPS (In Plane Switching) il che vuol dire che il display è perfettamente visibile da angolazioni molto ampie (non è necessario stare di fronte al display per vederlo bene). L’angolo di visione è dichiarato  di 178 gradi. La luminosità del display è sufficiente di default e può essere aumentata accedendo al menù.

Il touch screen è molto responsivo e funziona senza intoppi. Essendo un touch a 5 punti vuol dire che abbiamo una certa accuratezza nel rilevare il tocco ed è possibile avere un controllo maggiore nel momento in cui le applicazioni utilizzate supportano l’utilizzo contemporaneo di più punti di pressione (ad esempio le funzionalità di ingrandimento/riduzione immagini fatte con due dita). In aggiunta il touch screen è capacitivo: il che è diventato ormai uno standard pienamente fruibile a differenza del tipo resistivo che ormai permane solo su display di taglia piccola per utilizzi su dispositivi embedded.

Tra gli accessori è inclusa una board pulsanti con un flat cable di circa 20cm: questo accessorio è utilissimo per avere i pulsanti del menù nella posizione che desideriamo (altrimenti ci sono quelli inclusi sulla board controller). Questo accessorio direi che è quasi indispensabile almeno per il controllo volume se intendiamo utilizzare l’uscita audio amplificata: premendo il tasto down (senza accedere al menù) si accede direttamente al menu di controllo di volume, se invece (sempre senza entrare nel menu) di preme il tasto up, si accede direttamente al controllo di luminosità.

Ho trovato strana soltanto una cosa: il pulsante etichettato come ENTER sarebbe dovuto chiamarsi, secondo me, EXIT dato che, premendolo, si esce dalla voce di menù/sottomenù senza confermare. Per entrare nel menù si preme MENU, dopodichè si seleziona la voce di sotto-menù con i tasti Up/Down e si entra nella voce premendo nuovamente MENU (e non ENTER come immaginavo), si modifica quindi il parametro selezionato premendo i tasti Up/Down e si conferma premendo di nuovo MENU (e non ENTER!). Insomma se premete ENTER… uscite dalla voce di menù, senza salvare il settaggio. Non so innanzitutto se è un “problema” del campione che mi hanno inviato, ne se può essere considerato veramente un problema dato che potrei avere io una logica di ragionamento diversa da chi l’ha progettato. Ad ogni modo, mettendo i tasti esterni, uno la didascalia sui tasti se la fa come meglio ritiene opportuno! Altra cosa anomala è che, nel menù, premendo UP, il menu scorre in basso e viceversa. Mentre premendo Enter al di fuori del menù, parte il menu di selezione ingresso che ovviamente non funziona dato che c’è solo l’ingresso HDMI.

Mi piace molto che ci sia un’uscita USB 5V che può essere utilizzata per alimentare il dispositivo che andremo a collegare al monitor: questo farà in modo da avere meno cavi in giro durante l’assemblaggio rendendo tutto più compatto. Ho provato ad alimentarci il Raspberry Pi 4 e la Nvidia Jetson senza problemi. La cosa bella, poi, è che spegnendo il display dall’apposito tasto POWER, viene tolta corrente anche all’uscita USB, spegnendo, di fatto, anche il dispositivo collegato. E non è cosa da poco considerando che molti SBC non hanno un interruttore ON/OFF.

L’alimentatore incluso nel monitor è da 12V 2A (24W). L’output di corrente massimo sulla porta USB è dichiarato in 3A, che a 5V corrispondono a 15W. Questo vuol dire che, teoricamente, l’elettronica del display non assorbe più di (24-15)=9W, ovvero 750mA a 12V. Direi che, in teoria, sono valori congrui, per cui con l’alimentatore incluso questi 3A sulla 5V dovrebbero esserci tutti e dovremmo riuscire ad alimentare la stragrande maggioranza dei dispositivi. Magari solo per la Jetson al massimo delle performance potremmo non farcela dato che è dichiarato un assorbimento massimo di 4A (che lo si ha solo nei casi estremi, quando si fanno girare programmi complessi di computer vision ad esempio).

L’ingresso video ha un connettore HDMI di tipo C (mini). Forse avrei preferito un HDMI standard dato che ho una marea di cavi, ma, ad ogni modo, nella confezione sono inclusi due cavi per poter collegare il display a dispositivi con HDMI standard (la stragrande maggioranza) e con HDMI micro (Raspberry Pi4, Pi5, Zero, molte fotocamere digitali).

Ci sono ben 2 uscite audio (l’audio viene estratto dalla connessione HDMI): c’è il classico jack da 3.5mm pensato per cuffie e altoparlanti esterni + il piccolo connettore affianco ad esso per pilotare direttamente due altoparlanti da 3W. Ho ricavato la piedinatura dato che questa cosa non è ancora riportat ufficialmente:

Vedendo lo schema di questo display ho imparato un’altra cosa di cui non sapevo l’esistenza. Le uscite audio sono pilotate da un circuito integrato NS4263 : è un amplificatore in classe AB + D… Ma cosa vuol dire? Non avevo mai sentito di amplificatori audio in classe mista così mi sono documentato un po’. Questo IC commuta automaticamente da una classe all’altra in base al carico collegato: se colleghiamo le cuffie o un amplificatore esterno (che hanno una certa impedenza -più alta degli altoparlanti- e hanno anche il GND comune ai due canali) l’amplificatore lavora in classe AB, se si scollegano le cuffie/amplificatore esterno, l’amplificatore lavora in classe D e l’uscita audio è disponibile sul connettore a 4 pin, che ha, chiaramente, i due canali differenziali, senza GND in comune. Questa cosa è davvero molto figa e permette di realizzare un monitor personalizzato ancora più compatto dato che non abbiamo necessità di un amplificatore esterno. Il connettore a 4 pin ha un passo abbastanza piccolo da 1.25mm e, ho provato, è compatibile con i connettori Molex Picoblade. Ho anche fatto un test dell’uscita audio da questo connettore collegandolo a due altoparlanti 3W 8Ω, e funziona perfettamente.

Le viti utilizzate per attaccare la board esterna ed eventuali staffe sono di tipo M2.5 e 3 viti per attaccare un SBC sono già incluse. Se volete utilizzare le mie staffe avrete bisogno di 4 viti M2.5 di massimo 5mm di lunghezza (parte filettata). Le viti con la filettatura M2.5 sono comuni sui PC e sui Laptop e su Amazon ci sono tanti kit assortiti.

Test SBC

Ho provato il display con alcuni SBC che già possedevo:

Come già accennato, non ho avuto nessun tipo di problema con la Jetson Nano, e nemmeno con l’UpBridge UpCore. Non ho avuto nessun problema nemmeno con i Raspberry Pi sui quali giravano svariati sistemi operativi che ho installato da Raspberry Pi Imager (incluso Retropie). Con i Raspberry, già lo sapete, va, nella grande maggioranza dei casi, modificato il file config.txt per impostare il display (ho incluso il mio config come riferimento al paragrafo Downloads).

Il config.txt può essere modificato rimuovendo la scheda di memoria e inserendola in un altro pc. Io normalmente conservo anche il config.txt originale rinominandolo.

Ho avuto un problema specifico soltanto sul Raspberry Pi 4 con l’ultimissima versione di Raspberry Pi OS basata sulla versione 12 di Debian (Ottobre 2023 – nome in codice bookworm): per questo sono stato costretto ad installare la versione precedente, legacy 64-bit (Debian 11, Maggio 2023, bullseye). In pratica, utilizzando su Raspberry Pi 4 la versione basata su Debian 12, il display o non parte o mi appare sempre “inclinato” qualsiasi siano le combinazioni provate nel config.txt (e vi assicuro che credo di averle provate quasi tutte dato che sono stato svariati giorni). Ho parlato ad Elecrow di questo problema, i quali hanno contattato il team di Raspberry per chiedere delucidazioni in merito. E’ finita che Elecrow ha fatto un aggiornamento dei firmware dei display per farli funzionare correttamente col Raspberry Pi Os bullseye, per cui, se decidete di acquistarlo, dovreste ricevere la versione aggiornata. (E questo è anche uno degli ardui compiti che vengono affidati ai tester prima di mettere un prodotto in commercio!).

Sottolineo, per completezza di informazioni, che per le versioni precedenti di Raspberry (1,2,3), essendo board a 32-bit, il problema non si pone mai dato che saranno sempre ferme alla versione bookworm/Debian 11. In aggiunta sul mio display (che, ripeto, è comunque una versione preliminare) non ho avuto problemi dopo aver aggiornato la versione bookworm a 64bit (che ad ogni modo, anche dopo gli aggiormenti, rimane sempre Debian 11!). In aggiunta, non è detto che Raspberry Pi non possa includere anche questi tipi di display nei prossimi aggiornamenti, dato che comunque sono stati avvisati, e il problema non c’è solo per Elecrow ma per qualsiasi display con questa specifica risoluzione.

Ho provato il display anche col Raspberry Pi (la primissima versione insomma), e nemmeno ho avuto problemi: l’unica cosa è che, chiaramente, il Raspberry Pi (1) non può essere agganciato alla parte posteriore del display dato che ha solo 2 fori di montaggio e disposti in maniera scomoda, per cui, magari, si potrebbe pensare di fare un adattatore.

La mia applicazione preferita rimane comunque il Retropie (che non da mai problemi – ma aggiustate sempre il config.txt)

Setup per retropie: su Raspberry Pi4: potete vedere le staffe che ho disegnato io. Ho utilizzato il gamepad più economico disponibile su Amazon (pagato circa 15 euro), c’è il link nella sezione Links più in basso
I miei videogame preferiti rimangono sempre quelli punta-e-clicca. Anche se SCUMMVM può essere installato anche su Raspberry Pi OS e altri SO, si può anche semplicemente aggiungere a RetroPie. Qui sta girando Day Of the Tentacle dallo SCUMMVM lanciato da Retropie

Dopo gli SBC, che sono in realtà il vero target del display, mi sono divertito a provare cose diverse:

Amazon Firestick

Dopo questa applicazione con l’Amazon Firestick ho rischiato di non riavere più indietro il mio display dal momento che mia moglie voleva sequestrarmelo per tenerlo in cucina. E onestamente non le posso dare torto…

Per questa applicazione ho utilizzato un adattatore HDMI standard da femmina a femmina di quelli da pochi spicci che avevo già a casa così ho potuto collegare il Firestick, che ha il connettore HDMI Standard maschio, al cavo fornito in dotazione che termina con il connettore HDMI standard maschio. Altra soluzione è quella di comprare un cavetto HDMI mini maschio / HDMI standard femmina. Ho fissato il Firestick a due distanziali del display utilizzando una sbarretta Meccano e 2 viti M2.5:

Il Firestick viene quindi alimenato dall’uscita USB del controller del display utilizzando il cavetto micro-usb in dotazione. Dato che non avevo ancora il connettore adatto per l’uscita audio amplificata, ho collegato un altoparlante portatile Bluetooth ma dotato anche di ingresso Aux (quello che ho io è il modello precedente di questo) per sentire l’audio.

Il risultato è fantastico: i film si vedono davvero bene e con un po’ di tempo in più sono sicuro che potrei fare delle staffe ancora più funzionali che mi permettano di avere la board pulsanti davanti e attaccare anche gli altoparlanti. Il design del guscio originale è disponibile ma, come dicevo prima, non è facile da stampare e richiede un tipo di stampante 3D che non ho. In aggiunta tenete conto che con il Firestick avete anche Alexa: il che vuol dire anche controllare eventuali telecamere compatibili collegate alla rete.

Doppio monitor sul PC

Beh qua direi che non c’è nulla da aggiungere: colleghi il cavo HDMI standard all’uscita video HDMI del laptop/PC e hai fatto:

Il secondo monitor può essere impostato come esteso o duplicato/clone. Io normalmente utilizzo sempre la modalità estesa per avere più spazio a disposizione: la modalità clone è invece buona per il karaoke (anche se, pure in questo caso preferisco il display esteso, mostrando soltanto i testi sul monitor aggiuntivo) o quando si vuole mostrare il contenuto del desktop a persone che stanno di fronte (tipo per tutorial, presentazioni ecc). So benissimo che quella che segue può essere un’informazione banale ma ho notato che quasi nessuno sa dell’esistenza di questa funzionalità, soprattutto a lavoro: quando si utilizza un monitor secondario come display esteso, si può fare in modo di “spostarlo” nella configurazione in maniera tale che quando il puntatore del mouse esce da un lato qualsiasi del monitor principale, poi appaia dal lato corretto nel monitor secondario. Questa operazione si fa nei settaggi del display tenendo cliccato il monitor che si vuole spostare e trascinandolo al lato dell’altro monitor.

Ad esempio nel mio caso (foto sopra), ho posizionato, fisicamente, il crowvision (display secondario) a sinistra del monitor principale del laptop e il comportamento di default, ovvero senza modificare le impostazioni, è che quando sposto il mouse alla destra del monitor principale, il puntatore mi appare alla sinistra del monitor secondario: brutto e decisamente poco produttivo no? Ci vuole poco per sistemare:

Clicca sul monitor che vuoi spostare e trascinalo per riprodurre la reale disposizione fisica dei monitor

In questo caso clicco sul monitor 1 (principale) e lo trascino sulla destra del monitor 2 (aggiuntivo) o viceversa clicco sul 2 e lo trascino a sinistra dell’1 : stesso risultato. Semplice no? Eppure avessi trovato uno che sapesse di questa cosa!

Monitor aggiuntivo per fotocamera digitale

Questa applicazione è ottima per chi ha studi di fotografia (per mostrare ai clienti le foto appena scattate nel caso di fototessere, ad esempio), ma direi non adatta per portarsela in giro dato che il display è parecchio grande. Tutte le fotocamere digitali ormai hanno l’uscita video HDMI. Ho provato il display sulle mie fotocamere digitali e non c’è nessun tipo di problema.

Su una mirrorless Fujifilm XT-5, utilizzando il cavetto HDMI micro in dotazione:

E su una DSLR più vecchiotta, la Nikon D5200. Questa fotocamera ha il connettore HDMI mini (uguale a quello del monitor): ho provato ad utilizzare un secondo cavo HDMI standard / HDMI mini che già avevo e a collegarlo insieme al cavo HDMI standard / HDMI mini in dotazione al monitor attraverso l’adattatore HDMI standard femmina/femmina che ho usato con successo col Firestick, ma senza successo. Ho provato quindi a collegare il cavo HDMI mini / standard in dotazione con un cavetto-adattatore HDMI mini / standard femmina e così ha funzionato:

E’ chiaro che, nel caso abbiate una fotocamera con l’HDMI mini e intendete collegarla a questo monitor, la cosa migliore sarebbe comprare un cavo HDMI mini / HDMI mini che però, stranamente, mi sa che non esiste perchè non l’ho trovato da nessuna parte.

Monitor esterno per dispositivi Android

E qui devo dire che mi dispiace per gli utenti Apple (ma, in realtà, anche per molti utenti Android) dato che questa funzionalità si trova (per ora) solo su molti cellulari Android. Io ho un (ormai vecchio) Samsung S21 che supporta l’uscita video HDMI (e non solo) sulla porta USB-C, così ho potuto provare Samsung Dex per avere una sorta di monitor esteso creando un’esperienza stile laptop tramite un adattatore USB-C 11 in 1:

L’adattatore in questione mi funziona anche senza doverlo alimentare, in realtà l’ho alimentato (direttamente dal monitor) sulla porta USB-C contrassegnata come “PD” (power delivery) in modo da ricaricare contemporaneamente il cellulare (e consentire il giusto apporto di corrente anche alle porte USB senza doverla prelevare dal telefono).

La porta PD dell’adattatore utilizzato supporta il Power Delivery ma, ovviamente, l’uscita USB del monitor non ha tale funzionalità perchè non è pensata per ricaricare il cellulare, quindi in questo caso il cellulare verrà ricaricato in maniera standard e non con la ricarica rapida.

All’adattatore ho potuto collegare anche tastiera e mouse (nella foto c’è il Modello K400 della Logitech) e ho quindi attivato Samsung Dex dal top-menù: in questo modo si ha la visuale normale sul display del cellulare e un monitor esteso stile laptop sul display collegato via HDMI, sul quale girano la gran parte delle applicazioni (o meglio: ci girano tutte, soltanto che alcune rimangono visualizzate in verticale come sul display del cellulare e non si prendono tutto lo spazio a disposizione sul monitor).

In aggiunta ho collegato ad un’altra porta USB dell’adattatore anche l’uscita touch del monitor… e funziona! (ho caricato su Tik Tok e su Instagram un video in cui gioco ad Among Us…). L’uscita audio sul monitor in questo caso non funziona e onestamente non ho idea del perchè: potrebbe semplicemente essere che non è supportata sul mio cellulare (l’adattatore in questione la convoglia sicuramente perchè l’ho provato con la Nintendo Switch e funziona)  ma normalmente col cellulare si utilizza l’audio via bluetooth e difatti così ho fatto, utilizzando la stessa cassa bluetooth che prima avevo invece sfruttato col jack.

Un’altra figata dell’adattatore che ho utilizzato è che sul cellulare funziona anche la connessione Ethernet (provato e garantito al limone): per giocare online e per vedere i video in streaming è sicuramente meglio!

Considerazioni finali

Per me a cui piacciono i progetti fai-da-te e le personalizzazioni, questi tipi di display esterni sono sempre stati la mia scelta principale dato che posso spaziare come voglio con la fantasia. Ho sempre utilizzato display più piccoli di questo (i Waveshare da 7″) e questa era la prima volta che utilizzavo un display da quasi 12 pollici e lo trovo davvero grande e sicuramente molto più adatto a creare uno di quei Cyberdeck che da tanto vorrei realizzare. La board di espansione dei pulsanti è di una comodità unica, che non ho mai visto su altri tipi di display come questo e, dopo averla utilizzata, non saprei come fare senza dato che posso metterla dove meglio ritengo opportuno per avere i pulsanti a portata di mano… e poi è comodissima per cambiare il volume audio e, volendo, si possono riportare soltanto quei due bottoni dato che i collegamenti sono molto semplici.

Il display arriva molto ben protetto nella sua scatola, addirittura c’erano ben due film protettivi sulla superficie. Sulla superficie ho da dirvi: fate attenzione perchè essendo così grande e sottile è molto facile graffiarla e rovinarla, quindi trattatela sempre con cura e tenete un panno in microfibra a portata di mano.

Il prezzo finale è competitivo: sulla piattaforma di crowdfunding è stato venduto a 99 dollari e ora lo si può trovare normalmente a 119,90. considerata la qualità e gli accessori inclusi, costa comunque meno di display dello stesso formato e che non hanno nemmeno gli accessori. Consideriamo poi il fatto che Elecrow ha rilasciato questo progetto come Open Source Hardware, per cui sono disponibili gli schemi.

Il fatto di poter attaccare un’SBC direttamente sul monitor è un altro punto a favore (ma anche due), sopratutto pensando al fatto che può essere alimentato direttamente dal display e spegnersi insieme ad esso: figata.

Ho ricevuto una versione non definitiva del display e nonostante questo mi sono trovato benissimo e il team di Elecrow ha risposto a tutte le mie domande in tempo zero mettendosi a disposizione anche per risolvere i pochissimi problemi che ho incontrato (in realtà solo uno e non mi pesa nemmeno) per cui posso dire che, in caso di acquisto del display, potrete sicuramente contare sulla loro assistenza.

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